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Dipinti Antichi | Galleria de` Fusari

Giuseppe Varotti | Dipinti Disegni e monocromi su carta

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Paesaggisti bolognesi fra Sette e Ottocento

Pubblicato da Dipinti Antichi | Galleria de' Fusari il 19 Ottobre 202429 Settembre 2025

Paesaggisti bolognesi fra Sette e Ottocento |ย Giacomo Savini e gli allievi di Vincenzo Martinelliย 

MOSTRA dal 19 ottobre al 24 dicembreย 2024ย ย 

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Presentazione

In contemporanea con la presentazione presso il Museo Davia Bargellini (al quale la Galleria ha prestato uno dei suoi dipinti) di un album inedito di disegni di Giacomo Savini, si svolge nei nostri locali una mostra corredata di catalogo che, per la prima volta, effettua unโ€™inquadratura complessiva della pittura di paesaggio a Bologna negli anni a cavallo fra il XVIII e il XIX secolo. Un periodo nel quale la chiusura della bottega di Vincenzo Martinelli e la ristrutturazione delle attivitร  dellโ€™Accademia di Belle Arti obbligarono gli artisti bolognesi a trovare risposte nuove per tempi nuovi. La mostra consentirร  dunque di conoscere da vicino i principali protagonisti della pittura di paesaggio bolognese, fra i nomi piรน famigliari spiccano quelli di artisti assai degnamente rappresentati al Museo Davia Bargellini nella โ€œSala della Carrozzaโ€, ove si trovano dipinti di Giacomo Savini, Giuseppe Termanini, Gaetano Burcher. Al catalogo di Giacomo Savini la Galleria fornirร  un potente contributo agli studi apportando una serie di novitร  che permetteranno di conoscere meglio questo artista. Non mancheranno Rodolfo Fantuzzi e notizie rilevanti su Gaetano Tambroni la cui figura viene finalmente approfondita come mai fatto in precedenza. Fra gli altri artisti si annoverano Luigi Busatti e il โ€œromanoโ€ Giambattista Bassi al quale viene dedicata la copertina del catalogo con una splendida veduta di Castel Gandolfo.

Giambattista Bassi - Castel Gandolfo e il Lago di Albano
Giambattista Bassi – Castel Gandolfo e il Lago di Albano

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Lโ€™iniziativa, che avrร  un seguito e un ampliamento, offre al visitatore la possibilitร  di fruire di una panoramica generale sugli artisti di paesaggio attivi a Bologna in questโ€™epoca. I dipinti esposti provengono tutti da collezioni private con lโ€™auspicio, visto lโ€™alto livello di conoscenza acquisito negli ultimi venti anni dalla Galleria, di approdare a nuovi contributi da parte di un pubblico che viene chiamato a collaborare per accrescere le conoscenze su questa materia. Su alcuni degli autori che si presentano sono giร  in corso degli studi monografici che saranno integrati dai piรน di cento quadri, ancora inediti, giร  censiti dalla Galleria.

Trattandosi di una mostra non commerciale e a ingresso gratuito il PDF del catalogo non sarร  disponibile nel sito, ma acquistabile online o in Galleria.

Segue la premessa al catalogo:

Premessa

Quasi venti anni fa, nella postfazione del catalogo della mostra Il paesaggio a Bologna fra Sette e Ottocento, sottolineavo lโ€™importanza di โ€œavere coraggioโ€, e, perย rafforzare la fermezza del mio giudizio, la intitolai Hic manebimus optime.ย  Applicato al contesto che andremo a trattare, il senso dellโ€™affermazione vuole esprimere, ancora oggi, una sorta di reazione alla consapevolezza che disporre soltanto di pochiย documenti e di rare tracce disseminate in qualche museo รจ una disdetta capace diย rendere molto arida la strada di ogni ricercatore. Affinchรฉ lโ€™enunciato non risultiย troppo astratto ricorderรฒ che perfino nei vecchi cataloghi delle mostre ottocentescheย si usava intitolare Paese quasi ogni dipinto di paesaggio che vi veniva presentato, con laย conseguenza che le testimonianze che documentavano queste opere divenivano benย presto irriconoscibili, sopravvivendo silenti, e lasciando sia i collezionisti cacciatoriย che gli studiosi volenterosi del tutto incapaci di mettere a frutto il loro desiderio diย indagine.

Giacomo Savini, tempera su tela, cm 65 x 93, coll. priv.
Giacomo Savini, tempera su tela, cm 65 x 93, coll. priv.

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La contemporanea iniziativa del Museo Davia Bargellini, che presenta al pubblicoย una raccolta di disegni assegnabili in netta prevalenza a Giacomo Savini, si aggiungeย ora a due tesi di laurea e ad alcuni interventi ad opera di giovani neolaureati che inย questi ultimi anni hanno finalmente riconosciuto nel paesaggio bolognese un filoneย di studio degno di approfondimento. รˆ vero che puรฒ sembrare ancora poca cosa, maย personalmente apprezzo molto la loro buona volontร , in quanto manifesta un sinceroย segnale di interesse che non mi fa piรน sentire cosรฌ solo nello studio di questo periodoย storico della pittura bolognese.

Giacomo Savini, olio su tela, cm 33 x 43, coll. priv.
Giacomo Savini, olio su tela, cm 33 x 43, coll. priv.

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Come dicevo, nella postfazione di cui sopra sostenevo che per accrescere leย conoscenze era fondamentale โ€œavere coraggioโ€, e dunque accettare il rischio diย commettere degli errori, perchรฉ il primo obiettivo del nostro lavoro doveva essere quello di favorire la riemersione di โ€œparticelle elementariโ€, vale a dire singoli quadri dispersi o male attribuiti che invece, opportunamente classificati, potevano integrareย lโ€™ossatura essenziale dellโ€™opera dei paesaggisti che si erano formati nella bottega diย Vincenzo Martinelli, o nei suoi dintorni.ย 

Tuttavia il fatto di studiare un argomento trascurato puรฒ presentare anche alcuniย vantaggi, poichรฉ offre opportunitร  che non si riscontrano quando si esaminano temiย giร  molte volte approfonditi da altri. Intendo dire che lร  dove non รจ mai andato aย caccia nessuno vi รจ ovviamente piรน selvaggina da stanare. รˆ infatti vero che, almenoย inizialmente, si hanno meno riscontri e strumenti di confronto, ma lo รจ altrettanto che esistono piรน quadri โ€“ piรน prede โ€“ ancora senza nome, o recanti unโ€™attribuzioneย sbagliata, tutti accomunati dal fatto di essere in attesa di qualcuno che li riconosca. Aย patto di โ€œavere coraggioโ€, naturalmente. Fra i tanti possibili, un esempio che premiaย questo metodo รจ un acquisto che feci al Mercanteinfiera diversi anni fa, quandoย riconobbi una grande tempera di Giacomo Savini, dichiarandola tale, allโ€™amico cheย era con me, fin dal primo momento, salvo dover attendere alcuni anni per poterย constatare la presenza del suo disegno preparatorio nella suddetta raccolta, che vieneย or ora resa nota dal Museo Davia Bargellini.

Avere coraggio significa dunque congiungere i puntini, azzardando talvolta un passoย nel vuoto allo scopo di costruire un ponte fra ciรฒ che si crede di sapere e quel cheย pare ragionevole supporre, mentre mettere in fila una serie di quadri giร  noti รจ sรฌย utile a fare ordine, ma non accresce la conoscenza. Ovviamente mi rendevo contoย che, per fare ciรฒ, erano indispensabili soprattutto esperienza, impegno, e โ€œocchioโ€.ย 

Questi requisiti perรฒ non sono scontati, specie se si richiede a dei giovani studiosiย di possedere ciรฒ che lโ€™anagrafe gli nega per definizione. Lโ€™esperienza, infatti, siย acquisisce solo col tempo, mentre non รจ cosรฌ per lโ€™impegno, che invece pretendeย soprattutto motivazione e curiositร . Per quanto riguarda la capacitร  di riconoscere โ€“ย โ€œlโ€™occhioโ€ โ€“, va da sรฉ che il suo contributo รจ fornito da una miscela di memoria, diย istintive doti naturali, e (di nuovo) di esperienza, che ognuno puรฒ sviluppare nellaย direzione preferita valorizzando le proprie qualitร  personali.

Non esistendo unโ€™ampia bibliografia su questi argomenti, il fatto di svolgereย lโ€™attivitร  di antiquario mi ha posto nella favorevole condizione di usufruire diย opportunitร  di conoscenza che sono necessariamente precluse a chi ha una formazioneย esclusivamente accademica, nella quale sono le โ€œfontiโ€ a dominare il campo, con laย spiacevole conseguenza che, quando esse sono scarne, tendono a trasferire la loroย intrinseca povertร  sullโ€™argomento a cui si riferiscono. Questa mia condizione diย privilegio mi ha quindi permesso di apprendere senza sentirmi vincolato dal doverย seguire uno schema preciso, consentendomi inoltre di poter mettere a fuoco unย aspetto essenziale: senza identificare nuove opere non si sarebbe andati da nessunaย parte.ย 

Vincenzo Martinelli, tempera su tela, cm 76 x 55, coll. priv.
Vincenzo Martinelli, tempera su tela, cm 76 x 55, coll. priv.

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Veniamo dunque allโ€™oggi, e al perchรฉ di questa mostra, il cui scopo รจ fornire unย assaggio di ciรฒ che stiamo preparando per il prossimo futuro. Chi ha una ravvicinataย conoscenza della mia persona sa che ho iniziato a collezionare paesaggi bolognesiย del primo Ottocento da moltissimi anni, tanto che, non essendomi mai fermato, diย inediti ne ho catalogati ormai ben piรน di cento, che vanno ad aggiungersi a quelli cheย anticipiamo in questa sede.

Il citato catalogo del 2007 serviva a smuovere le acque, presentando i principali artisti attivi a Bologna a cavallo fra il Sette e lโ€™Ottocento. I figli e i nipoti di Vincenzo Martinelli, in senso artistico si intende, si susseguivano venendo introdotti da unย saggio iniziale nel quale approfondivo le loro principali peculiaritร  stilistiche. Sempreย in quellโ€™occasione suggerii la correzione di alcune attribuzioni che tendevano aย ripetersi nei pochi testi dedicati a questo tema e fornii alcuni suggerimenti utili aย riconoscere le opere di Giacomo Savini, abbozzando infine lโ€™idea di disegnare unaย sorta di โ€œalbero genealogico-stilisticoโ€ che in questa sede intendiamo perfezionare.

Mi rendevo perรฒ conto che vendere quei quadri era un dolore, e che, di fatto, dentroย di me, preferivo incrementare la loro raccolta rispetto al cederli col rischio diย disperderli di nuovo senza avere contribuito agli studi in un modo che risultasse, perย davvero, costruttivo.ย 

Il problema รจ che il collezionismo tende a trasformarsi in bulimia, che รจ la tipicaย patologia che assedia ogni amateur. Accadeva dunque che lo scopo divulgativo cheย aveva originato lโ€™idea di formare una collezione finiva col passare in secondo pianoย in quanto oppresso da un ossessivo bisogno di trovare nuove opere. Mi sono dunqueย chiesto cosa ostacolasse il poter rendere pubblica una conoscenza, finalmenteย organica, delle esperienze che avevo acquisito in tanti anni, e a questa domanda hoย fornito due risposte. La prima รจ che continuo a sentire il bisogno di aggiungere allaย mia raccolta qualche altro dipinto in grado di precisare meglio lo schema generaleย (del resto riconoscere la malattia non implica ancora la sua curaโ€ฆ), perciรฒ hoย pensato che una mostra dimostrativa potesse stimolare il pubblico a diventare parteย attiva della nostra ricerca, proponendoci dei quadri da studiare, e che fossero inย grado di rivelarsi dei tasselli utili a colmare le sempre presenti lacune di conoscenza.ย 

La seconda risiede nella carenza della mia motivazione a combattere con gli ostacoliย logistici che ogni seria ricerca incontra sulla sua strada, perciรฒ, una volta messo aย fuoco il problema, ho capito che questo difetto poteva trovare una contromisuraย efficace solo nella collaborazione con una persona competente e dotata anche (nonย solo) di quel sincero interesse e di quella tenacia che sono componenti essenzialiย per la finalizzazione di un progetto. Quindi, come nel caso dellโ€™ultima mostra dellaย Galleria deโ€™ Fusari, ho chiesto a Isabella Stancari di partecipare a questa iniziativa, che va dunque interpretata come il prologo di un ancor piรน ambizioso progettoย editoriale.

Giacomo Savini, olio su carta, cm 27 x 35,5, coll. priv.
Giacomo Savini, olio su carta, cm 27 x 35,5, coll. priv.

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Il catalogo si compone di due parti. Della prima, per sommi capi, abbiamo giร ย riferito. Essa traccia un panorama della pittura bolognese del periodo studiatoย avvalendosi anche di numerosi dipinti inediti. Nella seconda parte Isabella Stancari esporrร  degli elementi nuovi che riguardano lโ€™artista Giacomo Savini, e svolgerร  questo compito sia analizzando dei documentiย โ€“ operando dunque secondo un metodo classico, da vera storica dellโ€™arte โ€“ siaย riorganizzando le conoscenze che abbiamo raccolto in questi anni.ย 

Lo scopo che anima il suo intervento รจ dunque quello di raffinare il giudizioย su Giacomo Savini avvalendosi di nuovi elementi di comprensione che vanno adย aggiungersi a quelli piรน scontati e giร  noti. Ciรฒ รจ stato possibile anche grazie alย fatto che, sebbene i dipinti โ€œpubbliciโ€ di questo artista dalla vasta produzione sianoย pochi, essi sono indispensabili strumenti di confronto, perchรฉ gran parte del corpusย dellโ€™opera di Giacomo Savini รจ ancora, si fa per dire, al pascolo, o annidata in piccoleย collezioni private. รˆ in questi territori fino ad oggi inesplorati che si รจ svolto il nostroย lavoro.

Vincenzo Nascetti

INVITO ย (.pdf)


Acquista il Catalogo (in versione cartacea).
La spedizione รจ inclusa nel prezzo.
25 โ‚ฌ ย 

Giambattista Bassi - Castel Gandolfo e il Lago di Albano
Giambattista Bassi – Castel Gandolfo e il Lago di Albano
Giambattista Bassi - Palazzo Chigi ad Ariccia
Giambattista Bassi – Palazzo Chigi ad Ariccia
Giacomo Savini, tempera su tela, cm 65 x 93, coll. priv.
Giacomo Savini, tempera su tela, cm 65 x 93, coll. priv.
Giacomo Savini, olio su tela, cm 33 x 43, coll. priv.
Giacomo Savini, olio su tela, cm 33 x 43, coll. priv.
Giacomo Savini, olio su carta, cm 27 x 35,5, coll. priv.
Giacomo Savini, olio su carta, cm 27 x 35,5, coll. priv.
Vincenzo Martinelli, tempera su tela, cm 76 x 55, coll. priv.
Vincenzo Martinelli, tempera su tela, cm 76 x 55, coll. priv.
Giovanni Barbieri, olio su tela, cm 98 x 124, coll. priv.
Giovanni Barbieri, olio su tela, cm 98 x 124, coll. priv.
Gaetano Tambroni, tempera su tela, cm 190 x 120, coll. priv.
Gaetano Tambroni, tempera su tela, cm 190 x 120, coll. priv.
Ottavio Campedelli, olio su tela, cm 75 x 95, coll priv.
Ottavio Campedelli, olio su tela, cm 75 x 95, coll priv.
Giuseppe Termanini
Giuseppe Termanini

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